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Cervicalgia e formicolio alle braccia: la storia di Massimiliano

Cervicalgia e formicolio alle braccia: la storia di Massimiliano

Quando il dolore cervicale inizia a spaventare

La cervicalgia è un disturbo molto diffuso, spesso sottovalutato finché i sintomi restano “gestibili”.
Ma cosa succede quando al dolore al collo si associano formicolii che scendono lungo le braccia, rigidità e paura di muoversi?

È quello che è successo a Massimiliano, magazziniere, che da tempo conviveva con dolori cervicali ma che, negli ultimi mesi, ha vissuto un peggioramento improvviso della sintomatologia.

Il dolore è diventato più intenso e continuo, accompagnato da formicolio agli arti superiori, un segnale che lo ha comprensibilmente spaventato e che ha contribuito ad aumentare uno stato di ansia già presente.

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La valutazione specialistica e la scelta conservativa

Per chiarire l’origine dei sintomi, Massimiliano si è sottoposto a una visita specialistica dal dottor Incerti, neurochirurgo, che ha evidenziato la presenza di ernie e compressioni cervicali compatibili con la sintomatologia riferita.

Nonostante il quadro clinico, la scelta condivisa è stata quella di intraprendere un approccio conservativo, evitando l’intervento chirurgico e puntando su un percorso fisioterapico mirato.

Il percorso fisioterapico: trattamento e movimento

Il trattamento di Massimiliano è stato strutturato combinando più elementi:

  • Terapia manuale, per ridurre tensioni e rigidità
  • Esercizi di mobilizzazione del rachide cervicale, per migliorare il movimento
  • Esercizi di neurodinamica, finalizzati a favorire lo scorrimento del nervo e ridurre i sintomi neurologici

L’obiettivo non era solo ridurre il dolore, ma migliorare la funzionalità e la gestione attiva del problema.

I miglioramenti sono arrivati in modo graduale e progressivo: inizialmente una riduzione del formicolio alle braccia, seguita da un calo del dolore e da un aumento della mobilità cervicale.

Il ritorno all’attività fisica come parte della terapia

Un passaggio fondamentale del percorso è stato il ritorno all’attività fisica, che Massimiliano aveva abbandonato da tempo.

Dopo una prima fase di miglioramento, gli è stato consigliato di riprendere gradualmente a muoversi, poiché l’attività fisica rappresenta un elemento chiave per consolidare nel tempo i risultati della fisioterapia.

Massimiliano ha quindi ricominciato a nuotare una volta alla settimana, aumentando progressivamente la frequenza.
Oggi riferisce un dolore mattutino minimo o assente e, quando compare, riesce a gestirlo efficacemente attraverso i movimenti e gli esercizi appresi durante il percorso.

Oggi: meno dolore, più controllo, più qualità di vita

Attualmente Massimiliano ha ripreso a nuotare con continuità, si sente meno limitato nella vita quotidiana e soprattutto più consapevole della propria condizione.

Questa case history dimostra come, anche in presenza di ernie cervicali e sintomi neurologici, un percorso conservativo personalizzato, basato su fisioterapia ed esercizio, possa portare a un miglioramento concreto della qualità di vita.