La pubalgia colpisce ogni anno milioni di atleti, ma non solo! Quando si parla di pubalgia, il primo pensiero va subito agli sportivi, in particolare ai calciatori. Ma la realtà è ben più ampia: questa fastidiosa e debilitante condizione può colpire anche chi non pratica sport, interferendo con le attività quotidiane, il lavoro e la qualità della vita. In questo articolo esploriamo nel dettaglio cos’è la pubalgia, chi colpisce nel mondo non sportivo, le cause più frequenti e le strategie per affrontarla efficacemente.
COS’È LA PUBALGIA?
Il termine “pubalgia” deriva da pubis (osso pubico) e algia (dolore), e descrive una sindrome dolorosa localizzata nella regione inguinale e pubica, talvolta irradiata alla parte interna della coscia o ai muscoli addominali inferiori. Si tratta di una condizione multifattoriale, che può coinvolgere muscoli, tendini, articolazioni, sinfisi pubica, o nervi. La pubalgia è una lesione cronica dell’inguine: i soggetti affetti presentano uno squilibrio dei muscoli adduttori e addominali a livello del pube, provocando un dolore profondo nella regione inguinale. Nei soggetti non sportivi, può derivare da sovraccarichi cronici, alterazioni posturali o patologie sistemiche, più che da attività atletica intensa.
CHI PUÒ SVILUPPARE LA PUBALGIA AL DI FUORI DELLO SPORT?
Molte persone associano la pubalgia esclusivamente agli sportivi. In realtà, sempre più spesso colpisce anche persone sedentarie o con specifiche condizioni lavorative, con sintomi spesso mal interpretati o diagnosticati in ritardo. Ecco i soggetti più a rischio:
- Lavoratori sedentari: impiegati, studenti, chi passa molte ore seduto in postura flessa.
- Lavoratori fisici: muratori, infermieri, artigiani, addetti alla movimentazione di carichi.
- Donne in gravidanza o post-parto: per effetto della lassità legamentosa e dei cambiamenti pelvici.
- Persone con alterazioni posturali: iperlordosi lombare, dismetrie, piede piatto.
- Anziani o adulti sedentari con scarso tono muscolare addominale e del pavimento pelvico.
LE CAUSE NELLA POPOLAZIONE NON SPORTIVA
Nel soggetto non sportivo, la pubalgia è spesso legata a cause posturali, biomeccaniche o funzionali. Ecco le principali:
1. Posture scorrette e sedentarietà
Stare seduti a lungo provoca retroversione del bacino, con:
- Sovraccarico sulla sinfisi pubica e sacro-iliache
- Tensione cronica su adduttori e pavimento pelvico
📚 Claus et al., Spine (2009): la posizione seduta in retroversione aumenta la pressione su dischi e sinfisi pubica, inibendo gli addominali e causando dolore.
2. Sforzi lavorativi ripetitivi
Sollevamenti scorretti, torsioni, spinte: provocano microlacerazioni o infiammazioni croniche.
3. Gravidanza e post-partum
Diastasi addominale, allentamento del legamento pubico e instabilità pelvica favoriscono il dolore.
4. Disfunzioni del bacino o pavimento pelvico
Instabilità articolare, debolezza muscolare o compensazioni posturali sovraccaricano i muscoli inguinali.
5. Problematiche viscerali o urologiche
Prostatiti, ernie, disturbi intestinali o cistiti croniche possono mimare la pubalgia. In questi casi è fondamentale una diagnosi differenziale e il parere medico.
COME RICONOSCERE I SINTOMI
I sintomi nella popolazione non sportiva sono spesso cronici e subdoli:
- Dolore profondo e bruciante nella zona pubica
- Rigidità al risveglio o dopo essere stati seduti a lungo
- Dolore salendo le scale, tossendo, piegandosi
- Sensazione di strappo o tensione agli adduttori/parte bassa dell’addome
QUANDO PREOCCUPARSI!
Alcuni segnali devono far sospettare cause più serie:
1. Dolore continuo, notturno, non legato ai movimenti
- Presente anche a riposo
- Non migliora con il trattamento
2. Febbre, brividi, malessere
- Possibile infezione (es. vie urinarie, prostata)
3. Gonfiore, calore, arrossamento
- Linfadenopatie, ascessi, celluliti
4. Trauma recente o caduta
- Possibili fratture occulte o ematomi
👉 In questi casi è essenziale rivolgersi a un medico specialista.
COME AFFRONTARE LA PUBALGIA NEL SOGGETTO NON SPORTIVO
1. Valutazione clinica accurata
Serve il supporto di un fisioterapista esperto o di un medico specialista per escludere altre patologie.
2. Trattamento fisioterapico personalizzato
Un percorso efficace include:
- Rieducazione posturale globale
- Core stability e rinforzo del trasverso dell’addome
- Stretching controllato di adduttori e psoas
- Terapie manuali su bacino, colonna lombare, sacro-iliache
3. Cambiare abitudini quotidiane
- Migliorare la postura e l’ergonomia lavorativa
- Inserire pause attive
- Evitare sforzi ripetitivi a freddo
CONCLUSIONI
La pubalgia non è un problema esclusivo degli sportivi. Anche chi è sedentario o svolge lavori impegnativi può soffrirne. La buona notizia? Con un approccio personalizzato e multidisciplinare, si può:
- Ridurre il dolore
- Recuperare la mobilità
- Prevenire le ricadute
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- Mitrousias V et Al., Anatomy and terminology of groin pain: Current concepts. (2023)
- Neumann, Kinesiology of the musculoskeletal system (2010)
- Claus et al., Spine (2009)
- Hodges & Richardson, Physical Therapy (1996)



