PERDITA DELLA STABILITÀ DINAMICA

Con il termine distorsione si indica il complesso delle lesioni causate da un trauma che sollecita un’articolazione al di là dei gradi fisiologici del movimento previsto. La stabilità dinamica della caviglia è garantita dai legamenti e dall’azione dei muscoli (peronieri, tibiale anteriore e posteriore, flessore comune delle dita, flessore proprio dell’alluce). Il più frequente meccanismo di infortunio è l’inversione (rotazione interna della pianta del piede), ma può essere causato anche da un’eversione (rotazione esterna della pianta del piede), e talvolta da entrambe. Il legamento maggiormente interessato nel meccanismo lesivo in inversione è il peroneo astragalico anteriore (PAA), seguito dal peroneocalcaneale (PC) e dal peroneo astragalico posteriore (PAP), mentre le lesioni in eversione determinano una lesione a carico del legamento deltoideo. Il gonfiore è in genere immediato, e il dolore può essere acuito dalla digitopressione; i movimenti sono molto limitati, e la stabilità della caviglia è compromessa. La distorsione della caviglia può essere di primo-secondo-terzo grado a seconda della gravità.

Per escludere che vi siano fratture viene quasi sempre effettuata una radiografia; poi, l’ecografia consente di evidenziare la lesione delle strutture legamentose tipiche della distorsione; in casi selezionati l’esame può essere completato con una RMN o una TC. Il trattamento richiede per prima cosa applicazione di ghiaccio ed elevazione dell’arto, cui segue un bendaggio compressivo della caviglia. Poi, la terapia si differenzia a seconda della gravità della distorsione della caviglia: se non sono comparse complicazioni è possibile iniziare la rieducazione funzionale con il fisioterapista (recupero dell’articolarità, della forza muscolare, della propriocettività e della stabilità articolare), mentre nei quadri di instabilità cronica è necessario intervenire chirurgicamente (plastica legamentosa esterna, che prevede l’utilizzo del tendine del muscolo peroneo breve, variamente ripiegato a rinforzare la parte laterale della caviglia), e far seguire un periodo di riposo di circa 35 giorni prima della rieducazione (ripresa dell’attività dopo circa 4 mesi). Alla fine del trattamento è importante che il paziente esegua un programma di mantenimento, con esercizi propriocettivi e di potenziamento.