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La tendinopatia achillea

La tendinopatia achillea è una patologia da sovraccarico che colpisce soggetti di diverso sesso ed età, soprattutto sportivi, ma anche chi fa attività moderata come una semplice camminata.


Le cause possono essere molteplici:

  • Modificazione dei carichi e tipi di allenamento.

  • Calzature.

  • Il poco stretching ad allungamento soprattutto della catena posteriore con conseguente accorciamento dei flessori della gamba e dei muscoli del polpaccio.

  • Variazione della superfice di allenamento (nella mia esperienza con calciatori, pallavolisti professionisti), il solo fatto di passare da un terreno in terra ad un sintetico per il calciatore, per il tennista giocare su un campo di terra o cemento è ancora di più i tanti che dal tennis sono passati al paddle. Spesso hanno riportato affaticamenti muscolo tendinei, in particolar modo al Tendine d’Achille.


Le tendinopatie hanno purtroppo un decorso non sempre brevissimo, soprattutto se il paziente attende troppo tempo prima di rivolgersi allo specialista per intraprendere il giusto iter terapeutico.

Attendere troppo tempo dalla comparsa del dolore prima di farsi visitare e valutare un percorso riabilitativo può comportare gravi conseguenze come l’evoluzione del tendine in Tendinosi che è un quadro cronico infiammatorio molto più difficile e lungo da debellare e/o ancora peggio la rottura del tendine stesso che comporterebbe la necessità di un intervento chirurgico.

Il Trattamento: Il trattamento è volto soprattutto all’allungamento dei flessori e al miglioramento dello stato infiammatorio e al successivo rinforzo con esercizi in eccentrica. E per questo si ricorrerà a sedute di RPG (rieducazione posturale globale), e terapie fisiche con tecar, lasar yag e terapie manuali con massaggi che dreneranno Il tendine stesso e scioglieranno eventuali contratture presenti nel polpaccio.

Anche il trattamento osteopatico è consigliato per individuare e correggere disfunzioni e blocchi che portano a sovraccarichi dei tendini. Si può laddove, necessario dopo un attenta valutazione, prendere in considerazione la postura generale dell’individuo che potrebbe, se non corretta, creare squilibri funzionali che porterebbero a sovraccarichi.

Per uno sportivo, tutte queste situazioni, come ben si può intuire, comporterebbe anche un maggior periodo di stop dell’attività fisica o delle competizioni. Non trascurate quindi il protrarsi dei dolori in quanto se presi in tempo creano meno conseguenze e aumentano la possibilità di un buon risultato con le terapie. Anche se la miglior cura rimane sempre la prevenzione.

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