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Quale esame devo fare?

  • Che esami fare per i diversi tipi di dolore?

  • Quando è meglio una metodica piuttosto che l’altra?

  • Ho uno stiramento o una contrattura? Come posso fare per saperlo?

  • Meglio una tac o una risonanza?

  • Quali sono quelli co più alta esposizione a radiazioni?


Tutte queste domande sorgono spontanee nel momento in cui proviamo un dolore e vogliamo indagarne le cause.


FACCIAMO UN PO’ DI CHIAREZZA:


Quali sono gli esami strumentali più comunemente prescritti per mal di schiena, tendiniti, distorsioni, ecc.?

Ecco brevemente indicati quali sono, a cosa servono e cosa permettono di vedere:


La RADIOGRAFIA (RX) visualizza solamente le ossa, non permette di studiare i dischi intervertebrali, i muscoli o i nervi. Nella lastra radiografica l’immagine che si ottiene è in negativo: le parti del corpo più dense e consistenti, come le ossa, appaiono chiare, i tessuti molli appaiono grigi, e gli organi che vengono quasi totalmente attraversati dai raggi X (ad esempio i polmoni) appaiono scuri.

È utile per individuare fratture ossee in seguito a traumi, alterazioni infiammatorie (artriti) o degenerative (artrosi), verificare lo stato delle curve e/o la presenza di deformità della colonna vertebrale.


Non esistono particolari restrizioni nel sottoporsi a questo tipo di esame. Le donne in età fertile devono essere in grado di escludere con certezza la presenza di una gravidanza: le radiazioni ionizzanti possono infatti essere dannose per il feto. In caso di gravidanza l’indagine viene eseguita solo se assolutamente necessaria e non sostituibile con altre metodiche che non facciano uso di radiazioni ionizzanti.





La risonanza magnetica nucleare (RMN), nota anche come RISONANZA MAGNETICA (RM), è una tecnica diagnostica che viene utilizzata particolarmente per indagini dei tessuti molli, come muscoli, tendini, legamenti, dischi intervertebrali. Di conseguenza questo esame è indicato per problemi legati a patologie traumatiche o degenerative, come ad esempio ernie discali, lesioni della cuffia dei rotatori o lesioni meniscali e/o legamentose del ginocchio.

Oltre che nella patologia muscolo-scheletrica, la RM viene correntemente utilizzata per lo studio di un ampio numero di patologie tumorali, cardiologiche, neurologiche, malattie infettive ed infiammatorie.


Si tratta di un esame non invasivo, né dal punto di vista dell’energia che utilizza (non si avvale di radiazioni ionizzanti), né dal punto di vista dell’esecuzione dell’esame. Il “discomfort” del paziente è solo legato alla durata dell’esame (circa mezz’ora), che necessita della immobilità, e alla geometria delle apparecchiature, che sono imponenti e possono creare problemi di adattamento ai soggetti claustrofobici.


Le uniche controindicazioni sono relative ai pazienti portatori di pacemaker o di clips vascolari cerebrali.




La TAC (tomografia assiale computerizzata), o TC, è uno strumento di diagnostico moderno che offre una visione dettagliata della sezione del nostro corpo. Permette infatti di ricostruire e visualizzare immagini tridimensionali di strutture, organi e apparati che stanno all'interno del nostro corpo, così da poterne studiare la dimensione, la forma e la posizione/orientamento.

In ambito ortopedico la TAC si concentra sul problema osseo e viene utilizzata per lo studio delle fratture articolari (ad esempio per la pianificazione dell’intervento chirurgico), nel caso di necrosi e pseudoartrosi dell'osso o per la valutazione dei tumori ossei e dei tessuti molli.


Essendo una metodica ad alta esposizione di radiazioni ionizzanti (utilizza raggi X), è un esame da eseguire, nel possibile, solo se strettamente necessario; la TAC non può e non deve essere considerata uno strumento diagnostico da utilizzare come check-up.





L'ECOGRAFIA muscolo tendinea è una metodica non invasiva e assolutamente non dannosa per l'organismo che utilizza ultrasuoni (ovvero onde sonore ad alta frequenza) per studiare i fasci muscolari, i tendini, le borse e le neoformazioni dei tessuti molli come le cisti e i lipomi.

È un esame molto indicato per lo studio dei tessuti molli e offre informazioni importanti sullo stato degli stessi; risulta quindi molto utile in caso di contusioni, stiramenti, tendiniti, borsiti, ematomi.

Non è in grado di vedere le ossa e nemmeno le strutture situate all’interno delle articolazioni (ad esempio menischi e legamenti crociati).




La MOC (acronimo di Mineralometria Ossea Computerizzata), comunemente conosciuta come densitometria ossea, è un esame radiologico che permette di determinare la quantità di calcio presente nelle ossa (densità minerale dell’osso). Generalmente viene eseguita a livello del collo del femore o della colonna vertebrale lombare.

Si tratta di un esame fondamentale per accertare l’osteoporosi e controllarne l’evoluzione nel tempo.




L’indagine densitometrica è indicata per:


  • persone di qualsiasi età che abbiano un passato di fratture da fragilità, di riscontro radiologico di osteoporosi o di fattori di rischio maggiori per osteoporosi (uso di farmaci osteopenizzanti o malattie associate a osteoporosi)


  • la donna in post-menopausa in presenza di altri fattori di rischio, per esempio:


o terapie croniche (in corso o previste) con farmaci corticosteroidi per via generale, antiepilettici, anticoagulanti, immunosoppressori e antiretrovirali

o periodi prolungati di immobilizzazione

o fumo

o abuso di alcool


Con la sempre maggiore e crescente possibilità di rivolgersi al privato, l’abuso dell’utilizzo della diagnostica è andato crescendo negli anni.


E’ assolutamente importante rivolgersi prima di tutto ad uno specialista per individuare l’esame più corretto e il tipo di problema specifico e vi garantiamo che basarsi sull’esito del solo esame senza che alla base ci sia una buona diagnosi supportata da una buona clinica da parte dello specialista, è un procedimento assolutamente scorretto e soprattutto forviante ai fini della diagnosi, quindi della terapia da somministrare e del risultato.


Il Centro Riabilitativo Reggiano mette a disposizione un ampia scelta di specialisti che sapranno valutare e inquadrare il tuo problema, grazie ad una diagnosi corretta indicandoti l’eventuale approfondimento diagnostico strumentale a cui sottoporti.


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