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Micro instabilità di spalla

Sei uno sportivo, pratichi sport come la pallavolo, la pallamano, la pallanuoto, il tennis o il baseball e senti un dolore alla spalla mentre esegui il gesto di lancio?


Ti capita mai di sentire dei rumori alle spalle, mentre muovi le braccia, a volte accompagnati anche da dolore o fastidio?

Forse non sai che il dolore che avverti potrebbe essere causato da una instabilità della spalla, e che il rumore è dovuto ad un movimento eccessivo dell’articolazione e alla mancanza di una muscolatura forte ed equilibrata, in grado di proteggere e stabilizzare l’articolazione stessa.

Se questo è il tuo caso, potrebbe capitarti, trovandoti per alcuni minuti fermo in piedi con le braccia lungo i fianchi, di avvertire una sensazione di intorpidimento o formicolio lungo il braccio; oppure di sentire il bisogno di fare piccole circonduzioni della spalla per sentire un senso di sollievo o benessere. Di notte invece, molto probabilmente, la posizione in cui dormi meglio e trovi beneficio, è sul fianco, sulla stessa spalla, questo perché il peso del tuo corpo la stabilizza. La spiegazione a questi fenomeni possiamo trovarla nella natura della spalla, essa è generalmente lassa, cioè molto mobile e circondata da tessuti molto elastici, soprattutto in giovane età; infatti sappiamo che è l’articolazione del nostro corpo con la maggiore mobilità, perché il suo compito principale è quello di consentire facilmente lo spostamento del braccio e della mano nello spazio. Questo però non va confuso con la condizione patologica di instabilità, che si manifesta con dolore, associato ad un eccessivo spostamento della spalla durante il suo movimento attivo. Questa situazione capita soprattutto se non si ha un giusto equilibrio tra mobilità, forza muscolare e controllo, cioè se si perde la stabilità dovuta alla capsula, ai legamenti, ai muscoli e ai relativi tendini. In base a queste caratteristiche si classificano diversi tipi di instabilità, a seconda della causa: alcune sono dovute a deficit delle componenti statiche della spalla (capsula e legamenti), altre a carenze delle componenti attive, cioè ad insufficienza del tono muscolare. L’instabilità è una condizione che interessa maggiormente i soggetti giovani, in un’età compresa tra i 9 e i 56 anni, soprattutto di sesso femminile; è molto frequente nell’atleta che pratica sport con gesti ripetitivi di lancio, in cui il braccio si trova spesso sopra la testa, ma anche in soggetti che per lavoro mantengono a lungo le braccia in posizioni elevate sopra al capo. Da studi scientifici sappiamo che fino ai 25 anni di età, l’instabilità articolare è una delle patologie di spalla che si manifesta maggiormente, quindi è una problematica da non sottovalutare. La situazione infatti può presentarsi inizialmente solo con il dolore e la difficoltà nel fare determinati movimenti con le braccia, ma nei casi più gravi, l’instabilità può andare incontro a sublussazione, o lussazione, cioè allo spostamento delle superfici articolari e alla fuoriuscita completa dell’articolazione dalla sua sede. Inoltre la lussazione può causare a sua volta lesioni ossee, cartilaginee, legamentose e tendinee. Per evitare tutto ciò, è importante sapere che assumere medicinali, come antiinfiammatori o antidolorifici, non è sufficiente a risolvere il problema; forse potrà alleviare momentaneamente il sintomo, ma appena ricomincerai a compiere gli stessi gesti di prima il dolore si ripresenterà. Invece una soluzione all’instabilità per prevenire danni più gravi, può essere quella conservativa e rieducativa : questa consiste in un lavoro di rinforzo muscolare, in cui inizialmente è necessario l’aiuto di un terapista che insegna e controlla la corretta esecuzione di un esercizio mirato e specifico, scegliendo accuratamente quali muscoli allenare maggiormente, a seconda della direzione di instabilità. Dopo circa 30-40 giorni, l’esecuzione quotidiana degli esercizi porterà ad attenuare e risolvere i fastidiosi sintomi. Una volta raggiunto il tono muscolare che garantisce una maggiore stabilità, si consiglia di continuare con un programma periodico e costante di mantenimento della forza.

Ricordiamo quindi che la migliore prevenzione contro la lussazione, sublussazione e instabilità è data dal rinforzo muscolare, perché solo una muscolatura forte ed efficiente può assicurare una buona tenuta articolare.

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