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Tendinopatia calcifica di spalla


Ti è mai capitato di avere un dolore lancinante alla spalla e non trovare una posizione di sollievo senza alcuna causa scatenante? Questo dolore ti dava il tormento anche di notte impedendoti di riposare? E poi, magari, cosi dal nulla, dopo alcuni giorni questo dolore è scomparso.




COSA PUÒ ESSERE SUCCESSO ALLA TUA SPALLA?

I sintomi sopra accennati sono probabilmente riferiti ad una patologia della spalla, con riferimento alla parte tendinea, che prende il nome di tendinopatia calcifica. Nel gergo comune avrai sicuramente sentito parlare di calcificazioni o depositi di calcio. Ecco, mi riferisco proprio a loro!

La maggior parte delle persone che soffrono di questa patologia sono le donne tra i 40 e i 50 anni e l’arto dominante è quello più interessato. Sono persone che svolgono lavori manuali pesanti e compiono gesti ripetitivi o inconsueti. Ad esempio impiegate, donne delle pulizie, ma anche muratori e imbianchini.

Oltre al dolore acuto che può durare dai 2 ai 7 giorni presente anche di notte, gli altri sintomi sono:

  • incapacità di muovere il braccio sia attivamente che passivamente

  • delle volte formicolii lungo tutto l’arto superiore.

E’ doveroso, però, sapere che la calcificazione non è la causa ma l’effetto secondario di un problema a livello dei tendini della cuffia dei rotatori (i muscoli che ci permettono di muovere la spalla), che possono essere sovra stimolati ed entrare in sofferenza.

Ci sono diverse scelte terapeutiche che si possono adottare, in funzione dello stadio della patologia e in associazione al sintomo.

Distinguiamo per comodità due periodi che chiameremo fase acuta, primi giorni dall’insorgenza del sintomo caratterizzati da forte dolore, e fase cronica, che non coincide con la fase acuta della calcificazione e si caratterizza per la presenza di un dolore sordo al livello della spalla soprattutto durante alcuni movimenti.

Nella fase acuta le scelte terapeutiche, possono essere diverse e usate in combinazione tra loro:

  • riposo;

  • applicazione di ghiaccio 10 minuti più volte al giorno;

  • dormire in posizione semi-seduta;

  • laddove possibile eseguire il lavaggio articolare, ovvero una tecnica svolta dal medico chirurgo che permette di eliminare totalmente o in parte il deposito di calcio.

Nella fase sub- acuta, ovvero quando cessa il dolore lancinante, o nella fase cronica si può intervenire con:

  • Mobilizzazioni passive effettuate dal fisioterapista per recuperare la mobilità;

  • Esercizi di allungamento e/o de-coartazione;

  • Rieducazione funzionale, ovvero esercizi mirati al corretto riequilibrio delle briglie muscolari;

  • Ciclo di onde d’urto, utile sia per la riduzione del sintomo che per la diminuzione della dimensione della calcificazione. Si tratta di una terapia fisica che emana uno stimolo meccanico, pressorio in grado di promuovere i processi di riparazione del tessuto e accelerare la rigenerazione e il recupero.

Questo tipo di terapia fisica produce effetti positivi anche in fase acuta, in termini di riduzione del dolore.

SE SI TRASCURA QUESTA PATOLOGIA COSA PUÒ SUCCEDERE ALLA VOSTRA SPALLA?

In alcuni pazienti che hanno atteso diverso tempo prima di consultare un medico o un fisioterapista, si è notato che progressivamente la spalla diventa rigida e si ha limitazione nel movimento su tutti i piani. Solitamente questo accade tra il quindicesimo e il trentesimo giorno. Vi consigliamo quindi di non aspettare troppo tempo dall’insorgenza del sintomo per recarvi al vostro centro di fiducia per una diagnosi ed una terapia precoce ed efficace. Dr.ssa Paladini Chiara

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